Tavolo di lavoro visto dall’alto con una checklist su carta, un laptop chiuso e post-it colorati in sequenza
ChatGPT Ads

Come creare una campagna ChatGPT Ads: checklist completa dall’account al lancio

Checklist operativa per creare una campagna ChatGPT Ads: account, billing, struttura, context hints, creatività, tracking e controlli prima del lancio.

Digital Creation

Team

Risposta rapida: per creare una campagna ChatGPT Ads servono un account su Ads Manager con fatturazione attiva, un tracciamento funzionante e una struttura chiara: campagna con obiettivo e budget, gruppi con offerta e context hints, annunci con titolo, testo, immagine e landing page. Dopo la revisione si lancia e si leggono i primi dati senza correggere troppo presto.

Questa guida segue l’ordine in cui conviene lavorare, che non coincide con l’ordine dei menu. Il tracciamento, per esempio, va impostato prima della campagna: se scegli l’obiettivo Conversions senza un evento attivo, ti fermi a metà. Ogni fase indica cosa preparare e cosa controllare; in fondo trovi la checklist completa. Le funzioni descritte sono verificate al 5 ottobre 2026 e possono cambiare: in diverse guide ufficiali lo strumento è ancora indicato come Ads Manager Beta.

Prima di aprire Ads Manager: le decisioni da prendere

Obiettivo di business e obiettivo di campagna

La scelta dell’obiettivo è la decisione più difficile da correggere: obiettivo, modalità di fatturazione ed evento di conversione non si modificano dopo la creazione. Per cambiarli si crea una nuova campagna o, in alcuni casi, se ne clona una. Conviene quindi partire dal risultato di business e risalire all’obiettivo:

  • far conoscere un’offerta nuova → obiettivo Views, acquisto a impressioni (CPM);
  • portare visite qualificate a una pagina → obiettivo Clicks, acquisto a clic valido (CPC);
  • ottenere un’azione misurabile, come un acquisto, un lead o un’iscrizione → obiettivo Conversions, con fatturazione a clic (oCPC) o a impressione (oCPM) per gli inserzionisti idonei, e solo con tracciamento attivo.

Prima di procedere scrivi il KPI che userai per decidere, per esempio costo per richiesta di preventivo, e il valore oltre il quale il test non è sostenibile.

Idoneità di categoria e destinazione

Le policy di OpenAI valgono per tutto il percorso: titolo, testo, immagine e landing page. Nella fase iniziale gli annunci si concentrano su beni di consumo e per la casa, servizi locali, viaggi e intrattenimento, prodotti digitali e formazione. Servizi finanziari, sanitari e legali sono generalmente esclusi fuori dagli Stati Uniti; alcol, tabacco, gioco d’azzardo e contenuti politici non sono ammessi.

Due verifiche tecniche evitano rifiuti evitabili:

  • la landing page deve essere raggiungibile da OAI-AdsBot, il crawler che OpenAI richiede per validare e revisionare le pagine di destinazione; OpenAI raccomanda di consentire anche OAI-SearchBot. Controlla robots.txt, firewall, CDN, sistemi anti-bot, autenticazione e limiti di frequenza;
  • le pagine che i sistemi di revisione non riescono a valutare non sono idonee alla pubblicazione, quindi evita destinazioni dietro login o con contenuti caricati solo dopo un’interazione.

Ultima decisione: chi approva cosa. Stabilisci chi valida i testi, chi controlla il tracciamento e chi può modificare budget e offerte.

Fase 1 – Account e fatturazione

Creare l’account inserzionista

Si parte da ads.openai.com, selezionando Login o Sign up con un account OpenAI. A questo punto ci sono due strade: inserire l’URL del sito, da cui Ads Manager ricava una prima bozza di annuncio e di campagna, oppure saltare il passaggio e configurare tutto dopo.

La bozza automatica usa i metadati del sito. Se titoli e descrizioni delle tue pagine sono generici o datati, lo sarà anche la bozza: è un buon motivo per controllarli prima. In ogni caso la bozza va rivista riga per riga.

L’account va creato da una sola persona, che poi invita gli altri. Se l’azienda ha già un account, non crearne un secondo: chiedi all’amministratore di invitarti. Chi gestisce più aziende deve usare un account inserzionista separato per ciascuna, accessibile con lo stesso login.

Nomi, ruoli e impostazioni non modificabili

Il nome inserzionista inserito alla registrazione diventa inizialmente tre nomi distinti, modificabili poi in Impostazioni:

  • Account Name: il nome interno, visibile solo in Ads Manager;
  • Brand Name: il nome pubblico mostrato accanto agli annunci;
  • Legal Name: la ragione sociale usata per fatturazione e verifica aziendale.

Cambiare il Brand Name avvia una revisione e sospende la pubblicazione fino all’approvazione; cambiare il Legal Name riavvia la revisione aziendale. Decidili bene all’inizio.

Paese, valuta e fuso orario non si possono modificare dopo la creazione dell’account. I ruoli disponibili sono tre: Admin con accesso completo, Member che crea e gestisce campagne, Viewer in sola lettura. Un’impostazione prudente: Admin all’azienda, Member a chi gestisce le campagne, Viewer a chi deve solo leggere i dati.

Fatturazione e soglia di pagamento

La fatturazione deve essere completa prima che le campagne possano partire. Per gli account self-service servono un profilo di fatturazione, con ragione sociale, indirizzo ed email per le fatture, e una carta di credito coerente con il paese dell’account. All’inserimento della carta la banca può mostrare un’autorizzazione temporanea, che non è un addebito.

Il modello è postpagato: la carta viene addebitata quando la spesa accumulata raggiunge una soglia di pagamento assegnata all’account, oppure a fine mese. La soglia parte bassa e può crescere con lo storico dei pagamenti; non è un budget né un tetto di spesa. Se un pagamento fallisce, gli annunci possono fermarsi. L’identificativo IVA si inserisce nelle impostazioni di fatturazione, se il tipo è supportato per il paese.

Fase 2 – Tracciamento prima della campagna

UTM, Pixel e Conversions API

Il tracciamento si prepara prima della campagna perché condiziona gli obiettivi disponibili. Gli strumenti sono tre e si possono combinare:

  • parametri UTM statici nell’URL di destinazione, che restano sul clic e permettono di leggere il traffico negli strumenti di analisi già in uso;
  • Pixel JavaScript, installato sul sito per inviare eventi standard o personalizzati;
  • Conversions API, per inviare gli eventi dal server in modo più affidabile.

Convenzione UTM proposta: utm_source=chatgpt, utm_medium=paid-ai, utm_campaign con obiettivo, offerta e mese, utm_content con l’identificativo della variante. Non è uno standard di OpenAI: è un modo per tenere separati nei report il traffico a pagamento e quello organico proveniente da assistenti AI. È la stessa distinzione che applichiamo nel servizio AI Search Visibility & ChatGPT Ads.

Evento di conversione e consenso

Una campagna con obiettivo Conversions ottimizza verso un solo evento standard, come acquisto, iscrizione o invio di un lead. Gli eventi personalizzati non possono essere obiettivo di ottimizzazione e l’evento scelto non si cambia dopo la creazione. OpenAI suggerisce un evento con segnale sufficiente, perché quelli troppo rari rendono difficile valutare i risultati, e consiglia di attivare il matching avanzato automatico del pixel.

Prima del lancio genera una conversione di prova e verifica che compaia in Ads Manager. In Italia il pixel va inoltre integrato nel sistema di gestione del consenso del sito, con verifica del consulente privacy.

Fase 3 – Struttura della campagna e budget

Un modello di struttura leggibile

Ogni campagna ha tre livelli:

  • campagna: obiettivo, budget, date e località;
  • gruppo di annunci: fatturazione, offerta e context hints;
  • annuncio: titolo, testo, immagine e landing page.

Regola proposta: una campagna per obiettivo e offerta, un gruppo per ogni situazione d’uso distinta, da tre a cinque annunci per gruppo. Abbinala a una convenzione di nomi leggibile anche da chi non ha creato la campagna, come paese_obiettivo_offerta_mese.

Esempio ipotetico. Un tour operator crea la campagna IT_Conv_PacchettiGarda_2026-10 con due gruppi: famiglie con bambini e coppie in cerca di relax. Ogni gruppo ha context hints propri e quattro annunci con angoli diversi.

Obiettivo, offerta e budget

L’offerta si imposta a livello di gruppo:

  • Views: CPM massimo;
  • Clicks: CPC massimo; la guida di OpenAI in dollari suggerisce di partire tra 3 e 5 USD per clic, e Ads Manager può segnalare se l’offerta rischia di limitare la pubblicazione;
  • Conversions: il Bid Cap è l’importo massimo che sei disposto a offrire per una conversione; non esiste un valore consigliato e non è un costo per acquisizione garantito.

A seconda delle opzioni mostrate in Ads Manager puoi fissare tu l’offerta o lasciarla regolare al sistema con le strategie che massimizzano clic o conversioni. Queste strategie automatiche richiedono un budget giornaliero, mentre l’obiettivo Views usa un’offerta fissa: se scegli un budget totale di campagna, l’offerta la imposti tu. Il budget può essere giornaliero o totale: quello giornaliero è una media su sette giorni, quindi in un singolo giorno la spesa può arrivare al doppio. I minimi dipendono dalla valuta dell’account. Per dimensionare il primo test vedi la guida su quanto costa fare pubblicità su ChatGPT.

Fase 4 – Context hints e targeting

Come scrivere context hints utili

I context hints si impostano a livello di gruppo e descrivono conversazioni, bisogni o casi d’uso in cui l’offerta è pertinente. Sono segnali di pertinenza: non sono keyword a corrispondenza esatta e non garantiscono che l’annuncio compaia in una conversazione specifica. Un gruppo ne accetta fino a 2.000, ma conta la precisione, non la quantità.

Formula proposta: chi è l’utente + di cosa ha bisogno + vincolo o contesto.

Esempi ipotetici per un tour operator sul lago di Garda:

  • debole: “lago di Garda”;
  • utile: “famiglia che cerca un weekend sul lago di Garda con attività per bambini”;
  • utile: “coppia che confronta hotel sul Garda con spa per un anniversario in autunno”;
  • fuori posto: “turisti tedeschi”, che è un criterio di targeting, non una situazione.

Tieni l’elenco degli hints in un documento condiviso: quando lo aggiorni, rileggi l’intera lista per evitare duplicati e contraddizioni.

Cosa va nel targeting e non negli hints

I context hints non sostituiscono il targeting esplicito. Tutto ciò che restringe chi può vedere l’annuncio si configura a livello di campagna:

  • geografia: paesi o località supportate, con eventuali esclusioni;
  • piattaforma: app iOS, app Android e web, dove il web comprende anche il browser da smartphone;
  • pubblici personalizzati: elenchi di clienti caricati con email o telefono. Per includere un pubblico servono almeno 25.000 utenti abbinati, mentre per escluderlo non c’è un minimo.

L’esclusione dei clienti esistenti è spesso l’uso più immediato per una PMI. Quando un utente rientra sia in un pubblico incluso sia in uno escluso, prevale l’esclusione.

Fase 5 – Creatività e landing page

Varianti di titolo e descrizione

OpenAI raccomanda testi chiari, specifici e centrati sul beneficio: cosa offri, a chi serve e quando è utile. Il titolo deve essere conciso e informativo, entro i limiti di caratteri indicati in Ads Manager; la descrizione deve aggiungere informazioni, non ripetere il titolo. Servono più varianti per ogni offerta, ciascuna con un angolo diverso, e immagini semplici e coerenti con il messaggio.

Matrice creativa proposta a tre angoli:

  1. beneficio: il risultato pratico per l’utente;
  2. prova: un fatto verificabile, come una caratteristica, una condizione o un servizio incluso;
  3. vincolo risolto: il limite che l’offerta supera, come tempo, budget o logistica.

Tre angoli per due varianti ciascuno danno sei annunci realmente diversi. Evita superlativi non dimostrabili: le policy vietano affermazioni esagerate su risultati, prezzi o confronti.

Coerenza tra annuncio e landing page

La destinazione deve riguardare l’inserzionista e l’offerta mostrata, non introdurre contenuti esclusi e non imitare l’interfaccia di ChatGPT. OpenAI consiglia di usare la pagina più pertinente invece della homepage. Controlla quattro elementi:

  • il titolo della pagina risponde alla promessa dell’annuncio;
  • prezzo, condizioni o tempi sono visibili senza scorrere a lungo;
  • il modulo chiede solo i dati necessari;
  • l’evento di conversione si attiva al momento giusto.

Checklist completa e procedura di lancio

Prima della campagna

  • Obiettivo e KPI decisi e scritti, con soglia di sostenibilità.
  • Categoria e landing verificate con le policy correnti.
  • Landing raggiungibile da OAI-AdsBot, richiesto, e possibilmente da OAI-SearchBot, raccomandato.
  • Account creato con paese, valuta e fuso orario corretti.
  • Brand Name, Legal Name e logo confermati.
  • Profilo di fatturazione, carta e identificativo IVA attivi.
  • UTM, Pixel o Conversions API testati, consenso verificato.

Nella campagna

  • Nomi secondo la convenzione concordata.
  • Offerta e budget documentati.
  • Context hints scritti come situazioni d’uso.
  • Geografia, piattaforme ed esclusioni impostate.
  • Almeno tre annunci per gruppo con angoli diversi.

Dopo l’invio e nelle prime 72 ore

  • Controlla lo stato di campagna, gruppi e annunci: in caso di Not serving, il tooltip indica il motivo.
  • Ricorda che impressioni, clic e CTR si aggiornano circa ogni 15 minuti, mentre la spesa può arrivare con 7–8 ore di ritardo.
  • Verifica che le visite con i tuoi UTM compaiano negli strumenti di analisi.
  • Non cambiare offerte o creatività prima di avere volumi sufficienti: OpenAI stessa consiglia di valutare con abbastanza dati prima di modifiche rilevanti.
  • Se metti in pausa, considera che gli annunci possono restare visibili fino a 24 ore e quei costi restano fatturabili.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per lanciare la prima campagna?

OpenAI non indica tempi standard per verifica dell’account e revisione degli annunci. Preparare prima tracciamento, landing e testi riduce i tempi morti; la configurazione in Ads Manager, con materiali pronti, è la parte più breve.

Posso cambiare obiettivo dopo il lancio?

No. Obiettivo, modalità di fatturazione ed evento di conversione non si modificano su una campagna esistente. Per cambiarli si crea una nuova campagna oppure, nei casi previsti, si clona quella esistente.

I context hints funzionano come le parole chiave?

No. Sono descrizioni che aiutano il sistema a capire quando l’annuncio è pertinente, insieme a contesto della conversazione, testi e landing page. Non attivano l’annuncio su una parola precisa e non ne garantiscono la pubblicazione.

Posso gestire più aziende con lo stesso login?

Sì. Ogni azienda deve avere un proprio account inserzionista, ma puoi accedere a più account con lo stesso login. Quando appartieni a 10 o più account non puoi crearne altri da solo, ma puoi essere invitato.

Se vuoi impostare il primo test con struttura e tracciamento già verificati, parla con Digital Creation della tua strategia.

Fonti e aggiornamenti

Aggiornato al: 5 ottobre 2026

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